Programma Celebrazioni del Natale 2025
Programma Celebrazioni Parrocchiali dal 22/12/2025 al 06/01/2026.
Programma Celebrazioni Parrocchiali dal 22/12/2025 al 06/01/2026.
Questa domenica ci presenta la figura di San Giuseppe, destinato da Dio ad assumere la paternità legale dì Gesù. La missione di Giuseppe, sottolineata da Matteo, consiste nell’introdurre Gesù nella stirpe di Davide, cioè nella corrente viva della speranza e della promessa.
La domanda di Giovanni in carcere costituisce il punto d’arrivo della profezia, Giovanni è l’uomo che si fa domanda per ricevere dal Signore la risposta. Gesù è il promesso dai profeti, che ci fanno traghettare dalle nostre attese a quelle di Dio.
Maria, generando il Cristo, pone nella terra il “seme” indistruttibile del bene, della giustizia e della speranza: esso si radicherà e trasformerà l’umanità interna.
Nella seconda domenica di Avvento, si staglia davanti a noi la figura di Giovanni il battista: Lui annunzia tutto quello che i giudei attendevano in un futuro incalcolabile, si realizzava nella persona di Gesù. Abbiamo qui la ragione ultima dell’esigenza della conversione: l’uomo deve rivolgersi a Dio, perché Dio si è rivolto verso gli uomini.
Il messaggio di Gesù in questo brano del vangelo di Matteo, insiste più sul fine dell’essere e della storia che non sulla fine del mondo. C’è innanzitutto il tema della vigilanza e dell’attenzione al mistero dell’azione di Dio. “Vigilate… tenetevi pronti.”
Comprendiamo meglio la regalità di Cristo. Il Regno dei cieli assomiglia al campo in cui cresce insieme, frumento e zizzania, è l’ovile nel quale il buon pastore riconduce la pecora smarrita, è la casa del Padre che accoglie e abbraccia il figlio che ritorna.
La prima lettura, tratta dal profeta Malachia, che per egli studiosi è un pseudonimo, “messaggero del Signore”. Egli descrive il giorno del Signore, l’evento decisivo e risolutivo della storia umana. Dio instaura il suo regno di giustizia e di pace, sarà destinato a coloro ché: hanno timore del mio nome “. I poveri, gli affamati, i sofferenti, e collegandomi al Vangelo i perseguitati.
Domenica XXIII, dedicazione della Basilicata lateranense, cattedrale di Roma. Gesù è il luogo della presenza di Dio, tra gli uomini. È il luogo unico dell’incontro autentico con Dio. Nella Parola, nei sacramenti, nei fratelli.
Domenica XXXI durante l’anno, commemorazione di tutti i fedeli defunti. Il miglior commento a questa celebrazione, sono le parole dell’apostolo Paolo alla comunità di Corinto: “Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito dì incorruttibilità e questo corpo mortale di immortalità, sì compirà la parola della scrittura: la morte è stata ingoiata per la vittoria, dov’è ho morte la tua vittoria, dov’è ho morte il tuo pungiglione?”