V DOMENICA DI QUARESIMA
Il vangelo di Giovanni ci presenta la famosa pagina della resurrezione di Lazzaro. Gesù dice di sé stesso: io sono la resurrezione e la Vita, e chiede a Marta, la sorella del morto, e a noi, credi tu questo? Cosa rispondiamo?
Il vangelo di Giovanni ci presenta la famosa pagina della resurrezione di Lazzaro. Gesù dice di sé stesso: io sono la resurrezione e la Vita, e chiede a Marta, la sorella del morto, e a noi, credi tu questo? Cosa rispondiamo?
Quarta domenica di Quaresima: il cieco nato. Io sono la Luce del mondo dice Gesù. Ora questa affermazione è ripetuta con una dimostrazione pratica, dando la vista a un cieco dalla nascita. Chi fa quello che dice è veritiero. Gesù dice di essere la Luce e lo dimostra dando la vista al cieco.
Già la Chiesa degli inizi utilizzava le ultime domeniche di quaresima per preparare i catecumeni al battesimo nella veglia di Pasqua. Questa domenica il tema principale è l’acqua, simbolo di vita, del battesimo e dello Spirito Santo. La prima lettura parla dell’acqua sgorgata dalla roccia. I salmi identificano Dio con la roccia, l’acqua è la Vita che Lui dona. Il vangelo parla della Samaritana, che un po’ alla volta scopre Gesù come viandante, signore, profeta, il Messia e il Salvatore del mondo.
Gesù è la sorgente d’acqua viva, lo sposo che cerca la sposa infedele per darle il suo amore. In lui di compie il vero culto: l’amore verso il Padre, che alimenta quello verso i fratelli, senza distinzioni religiose, etniche o culturali.
La voce di Dio Padre è al centro della vita di Gesù, è la Voce che proclama la sua figliazione divina. La voce quindi è la grande proclamazione che il Padre fa della vera realtà messianica e divina del Figlio. I discepoli sono invitati a scoprire chi sia veramente Gesù, e camminare con Lui verso la Pasqua, pur percorrendo l’itinerario oscuro della passione.
Nel Vangelo delle tentazioni di Gesù il Messia non si compromette con un messianismo politico proclamando la sua totale dedizione al progetto del Padre, un progetto di amore e di donazione, non di potere e di sopraffazione.
Mercoledì delle ceneri, inizio della Quaresima. Il profeta Gioele, seguendo l’antica linea tradizionale profetica, il promulgatore della solenne liturgia penitenziale ne scopre il vero senso: la conversione del cuore attraverso il digiuno, il pianto e il lamento. Bisogna lacerare il cuore e non le vesti. Gesù, nel vangelo di Matteo, si farà eco del profeta Gioele quando dirà ai suoi discepoli: quando digiunate…
Gesù è venuto a proporre all’uomo una decisione netta per il Regno. Ci sono scelte tutto sommato secondarie anche se incisive, nella concretezza della vita. Ci sono scelte decisive e primarie a livello etico ed esistenziale, ed è appunto a queste che spinge il Siracide e Gesù.
Un brano del documento del concilio Vaticano secondo, Sacrosantum Concilium, interpreta in modo eccellente le letture di questa domenica: “Questa è la vera liturgia, il vero culto che i credenti rendono a Dio e in questo senso la Chiesa li incita a tutte le opere di carità, di pietà e di apostolato attraverso le quali diviene manifesto che i fedeli di Cristo, sono in questo mondo e tuttavia sono la luce del mondo e rendono gloria al Padre d’innanzi agli uomini.
La prima lettura, tratta dal profeta Sofonia ci invita: cercate il Signore voi tutti, poveri della terra. Attraverso questi poveri, che cercano la giustizia e l’umiltà, nascerà la nuova umanità, un popolo umile e povero, totalmente dedito alla realizzazione del disegno d’amore che Dio vuole realizzare con l’uomo sulla terra. Come presenta il discorso delle Beatitudini nel Vangelo odierno.
Il messaggio di Cristo nel vangelo di oggi è: Cambiate mentalità il momento è giunto, e il Regno dei cieli è qui. Convertirsi, cambiare mentalità è proprio, accogliere Cristo nella propria vita, e annunciarlo a tutti. Questo significa diventare pescatori di uomini.