V DOMENICA DI PASQUA
Nel brano del Vangelo di Giovanni, domina la triplice auto rivelazione di Cristo, Via Verità e Vita. Gesù è il mediatore personale della Salvezza, via, attraverso la sua rivelazione divina, verità che conduce alla vita con Dio.
Nel brano del Vangelo di Giovanni, domina la triplice auto rivelazione di Cristo, Via Verità e Vita. Gesù è il mediatore personale della Salvezza, via, attraverso la sua rivelazione divina, verità che conduce alla vita con Dio.
MASSIMO GANDOLFINI
GIOVEDÌ 7 MAGGIO, ore 20:30
PARROCCHIA di GRETTA
Via Carmelitani, 10
Quarta domenica di Pasqua, o del Buon Pastore. Così si presenta Gesù nel vangelo di Giovanni. Non solo, ma si presenta anche come: “Io sono la porta delle pecore”, cioè si propone come il nuovo tempio in cui si entra, pienamente in comunione con Dio.
Questo è l’annuncio primitivo e fondamentale di Pasqua: Dio ha costituito Signore e Cristo (Messia) quel Gesù che voi avete crocefisso. Gesù era Messia e Signore, prima della sua nascita, ma attraverso la morte e la resurrezione , prese possesso del suo trono alla destra di Dio e fu costituito Signore, è la formula originale della fede cristiana. Tutto questo vollero dire i due di Emmaus dicendo abbiamo visto il Signore.
Il vangelo di Giovanni ci presenta gli apostoli chiusi nel cenacolo, Cristo entra a porte chiuse e dona a loro la pace e lì ricrea, potremmo dire con il soffio dello Spirito Santo. Anche Tommaso viene accolto nonostante la sua incredulità, accolto e amato. Tanto da testimoniare la sua fede, mio Signore e mio Dio.
Iscrizioni aperte dal 14/04, recarsi in oratorio il martedì o il mercoledì.
POSTI ESAURITI – ISCRIZIONI CHIUSE
Pasqua di Resurrezione: per l’apostolo Paolo, il cristiano è già risorto con Cristo quando è uscito dalle acque purificanti del battesimo, ora la sua esistenza è tesa a possedere totalmente la vita ricevuta nel battesimo, vita ché si realizza nella piena partecipazione al Suo mistero.
La veglia Pasquale è la grandiosa celebrazione della Pasqua del Cristo e della Pasqua battesimale del cristiano. Davanti al fedele si apre ora l’orizzonte luminoso della Vita nuova.
Nel cuore del venerdì santo si erge la figura del Cristo sofferente e morente raffigurato secondo i lineamenti del celebre quarto carme del Servo del Signore (Is 53). In questo canto si disegnano la nascita, la vita, la passione, la morte, la sepoltura e la glorificazione di un personaggio messianico misterioso. È un uomo sfigurato e macerato, eppure il suo dolore non è espiazione di un suo peccato: il castigo sarebbe nostro, il dolore è diventato suo. È una sofferenza feconda, «vicaria», sono cicatrici sanguinanti che paradossalmente ci curano. La sua vita sfocia nel martirio e nel sepolcro, eppure una lapide ideale è posta sulla sua tomba: «Non ha commesso violenza, non vi fu inganno nella sua bocca». Ma la morte non è il definitivo estuario della vita del Servo. Il giusto, infatti, contempla la luce, si sazia della conoscenza di Dio e davanti al Signore egli riconduce tutti gli uomini che sono stati salvati dal suo sacrificio espiatorio.